Se ho avuto successo è solo perché ho avuto fortuna”, “Non è poi così importante il risultato che ho raggiunto”, “Se ho preso un 30 è solo perché il professore me lo ha regalato”, “Non capisco perché le persone mi vogliano bene, mi sento come se le stessi ingannando.

Questi sono alcuni esempi di pensieri auto-sabotanti che caratterizzano la cd. Sindrome dell’Impostore, teorizzata per la prima volta nel 1978 dalle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes come “l’esperienza psicologica per la quale si crede che i propri risultati formativi o professionali non siano merito delle proprie capacità, bensì il risultato di fattori esterni come la fortuna, il tempismo, l’aver lavorato più duramente degli altri, o della manipolazione delle impressioni delle altre persone.

Il fenomeno psicologico che ci fa pensare di non essere tanto bravi quanto gli altri pensano non è ufficialmente riconosciuto come patologia psichica o disturbo medico, si tratta piuttosto di un dialogo interiore che fa sentire le persone non abbastanza capaci ed è un meccanismo estremamente comune: è stato stimato che circa il 70 percento di noi ne soffra nel corso della vita. Compresi Einstein e Lady Gaga.

Le origini. La sindrome dell’impostore è stata associata a caratteristiche psicologiche come l’introversione, l’ansia , la bassa autostima, la propensione alla vergogna, esperienze familiari conflittuali e l’elevato autocontrollo.

Un altro aspetto caratteristico è l’essere motivati ​​principalmente dal desiderio di dimostrare la propria intelligenza: quando questo fallisce perché si è commesso un errore, si prova impotenza, evitamento del compito, senso di colpa verso sé stessi, ansia e vergogna.

L’importanza (e il coraggio) di condividere. All’origine della sindrome dell’impostore c’è potrebbe esserci inoltre un pregiudizio sul gruppo sociale noto come ignoranza pluralistica. Nella fattispecie ciascuno dubita di sé privatamente, ma pensa di essere l’unico a pensarla così perché nessun altro dà voce ai propri dubbi, perché è difficile capire quanto gli altri fatichino per raggiungere i loro obiettivi o quanto trovino difficile superare certi ostacoli. Gli esperti sono concordi nel dire che il modo migliore per superare questa atavica insicurezza è esprimerla a parole: se tutti confidassimo il timore di non essere all’altezza, ci accorgeremmo che anche le figure che prendiamo a modello probabilmente ne soffrono o ne hanno sofferto.

Il primo libro di un’autore italiano sul tema. L’italo-argentina Florencia Di Stefano-Abichain, la poliedrica conduttrice radiofonica e televisiva, content creator, autrice, speaker, podcaster, sulla sindrome dell’impostore – che dice di portarsi dietro da trent’anni – ci ha scritto un libro edito da Vallardi che si intitola ‘Pensavo di essere io… invece è la sindrome dell’impostore’.

“In questo libro – ha dichiarato Florencia Di Stefano-Abichain – cerco di trasmettere quello che ho capito di questa ‘condizione’, come conviverci e gestirla. Per farlo mi servo dell’unico metodo che conosco: partire da me, dalla mia esperienza. Prima facevo un lavoro molto diverso, avevo una carriera come digital manager nelle multinazionali della moda e del lusso. Tendevo ad appiattire le mie inclinazioni, le mie aspirazioni, i miei talenti nel settore in cui lavoro ora perché credevo di non esserne degna, capace. Negli anni ho capito che il limite tra me e la felicità ero io, e che mi stavo auto-sabotando. È importante avere la consapevolezza che se ci si sente sminuite, schiacciate, non valorizzate molte volte è colpa del contesto in cui ci troviamo. A un datore di lavoro fa comodo avere una dipendente che pensa di non meritare abbastanza.

Donne e Millennials. Una peculiarità di questa condizione è che, pur essendo trasversale, colpisce le donne più degli uomini. Gli stessi studi condotti dalle psicologhe che l’hanno ‘scoperta’ si sono basati su campioni femminili, perché nelle professioniste “era stato riscontrato un maggiore sentimento di inadeguatezza… e francamente non c’è da sorprendersi!”, scrive Di Stefano-Abichain nel suo libro.

Florencia Di Stefano-Abichain definisce la sindrome dell’impostore “un’esperienza Millennial”, quindi che interessa maggiormente la cd. Gen , cioè delle persone nate tra 1981 e il 1994/6: “I Millennials hanno ereditato il peggio di tutte le generazioni, come la precarietà, un mondo del lavoro che non li premia, non li valorizza mai, li svilisce costantemente, li paga poco. Condivide questa esperienza con la Generazione Z, ma allo stesso tempo sente la pressione sociale del dover dimostrare quello che le generazioni precedenti hanno fatto con minore sforzo. È una situazione che ti porta costantemente a sminuirti, a non sentirti mai apprezzato. La sindrome dell’impostore si basa anche sulla validazione altrui, ma questa per i Millennials non arriva mai.

Il ruolo dei social. “Lavoro con il digital, non sono una detrattrice di Internet e tutto quello che ne deriva, però mi rendo conto che le persone che sono cresciute senza i social riescono a mantenere quel giusto distacco tra la reale e virtuale. Se un tempo al massimo ti confrontavi con i compagni di scuola, con gli amici al bar, ora il paragone è costante e con tutto il mondo. Per cui è più facile sentirsi sminuita, mai vincente, perché i prototipi di perfezione ce li hai sempre sotto gli occhi. Un suggerimento che mi sento di dare, e che si trova nel libro, è quello di cercare di staccare quando possibile, smettere di seguire persone che per qualsiasi ragione ci fanno sentire a disagio”.

L’obiettivo del libro è spiegare come trasformare la sindrome dell’impostore in opportunità: “Nel libro suggerisco alcuni ‘trucchetti’ e strategie per tenerla a bada. Ma non l’ho sicuramente superata. Mi sento sempre una lestofante. Però ho degli strumenti in più per gestirla: quell’ansia deve diventare adrenalina, voglia di fare bene, impegno, cerco di trasformarla. Per esempio so che quando mi viene voglia di dire di no a un’occasione quella non è la vera me, è la me impostora”.

Fonti:

https://istitutosantachiara.it/la-sindrome-dellimpostore/

https://www.focus.it/comportamento/psicologia/sindrome-dell-impostore-definizione

https://i-d.vice.com/it/article/wjgpgy/sindrome-impostore-cos-e-come-superarla-guida-consigli

https://www.repubblica.it/moda-e-beauty/2021/10/29/news/florencia_di_stefano_abichain_sindrome_dell_impostore_intervista-323347708/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *