31 anni, nata a Parigi, è una velocista francese specialista nella staffetta 60 metri e 4×100 metri. Nel 2009 ai Giochi del Mediterraneo ha vinto la staffetta, regalando alla Francia la medaglia d’oro. Ha gareggiato per la staffetta 4×100m alle Olimpiadi del 2008 e 2012, in queste ultime arrivando semi-finalista. Ai Campionati europei di atletica leggera 2014 ha vinto la medaglia di argento con la staffetta 4 × 100m femminile. Ayodele Ikuesan è laureata in Economia e commercio e nella vita, oltre a perseguire la sua passione per lo sport, ha lavorato come market research specialist presso un’azienda del settore farmaceutico. Di recente ha iniziato una nuova avventura professionale in un’azienda di Consulenza Strategica.
Ayodele ha accettato con entusiasmo la sfida di aprire la Run en Rose sulla bici dedicata all’evento da Zeroundici, ricordando il suo impegno da sostenitrice anche per la corrispettiva 5km francese ODYSSEA.

Che donna è Ayodele nella vita quotidiana e quali sono le difficoltà che, in quanto donna, ti trovi ad affrontare?
Sono una consulente e un’atleta internazionale che si destreggia ogni giorno tra lavoro e sport. La maggior parte della gente pensa che sia impossibile, per una trentenne, allenarsi così intensamente per un alto obiettivo: i prossimi Campionati mondiali. Ci sono ancora troppi stereotipi sulle donne e su che cosa siamo in grado di fare. Perché è “normale” trovare uomini velocisti di 40 anni, mentre non lo è per le donne over 40 che praticano questa disciplina

Quali sono i pro e i contro di essere una donna, e un’atleta, nel mondo dello sport?
Sono fortunata a essere una velocista specialista nella staffetta perché in questa disciplina non ci sono grandi pro o contro nell’essere una donna. Ci sono vantaggi e svantaggi in altri ambiti. Ad esempio per gli sponsor l’età è penalizzante perché la donna, sopra una certa età, è identificata come madre piuttosto che come donna in carriera o atleta. Quando sei vicina ai 30 è più difficile trovare uno sponsor.

Attività fisica, prevenzione e ricerca universitaria, alimentazione e tematiche di genere sono le parole chiave della quarta edizione di Just The Woman I Am, di cui sei testimonial. Come vivi questo ruolo?
Vorrei ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a questa quarta edizione di Just The Woman I Am perché ci sono ancora così tante battaglie da affrontare nello sport, nella prevenzione, nell’alimentazione e nella violenza contro le donne. Come donna, atleta e consulente, sono molto sensibile riguardo a queste tematiche ed è importante per me supportare iniziative come Just The Woman I Am.

In sella alla e-bike targata Zeroundici aprirai la run en rose: quali sono i valori legati alle tematiche femminili che vorresti raggiungessero tutti?
C’è ancora molto lavoro da fare riguardo alle tematiche di genere. Credo che Just The Woman I Am lanci un messaggio forte e la grande partecipazione di pubblico testimonia quanto le persone siano coinvolte da questi temi. Le cose stanno cambiando, anche se lentamente, e questo si deve alle persone che combattono tutti i giorni per l’uguaglianza dei sessi. Il messaggio più importante che vorrei lanciare è che le donne non devono arrendersi alla discriminazione e che le difficoltà non devono essere accettate come parte della normalità. Dobbiamo continuare a promuovere i valori dello sport, della prevenzione e della ricerca. La e-bike Zeroundici, oltre a supportare le tematiche femminili, rappresenta anche un grande messaggio per quanti hanno a cuore l’ambiente e l’ecologia.

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