Laura Montanaro, originaria di Alba (CN), laureata in Chimica Industriale presso l’Università degli Studi di Torino. Dall’Aprile 2012 ha assunto il ruolo di Pro‐Rettrice del Politecnico di Torino. Nel gennaio 1984, intraprende la carriera di ricerca presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali ed Ingegneria Chimica del Politecnico di Torino. Nel giugno 1990 è Ricercatore Universitario; nel 1998 Professore Associato ed infine nel 2000 Professore Straordinario e poi Ordinario del Settore Scientifico Disciplinare Scienza e Tecnologia dei Materiali, presso il DISMIC, ora Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia (DISAT) del Politecnico di Torino. E’ stata Vice‐Direttore del DISMIC e dal novembre 2011, è stata nominata Direttore pro‐tempore della Scuola di Dottorato (ScuDo) del Politecnico di Torino. È stata membro del Senato Accademico del Politecnico di Torino nel periodo 1993‐1997, in qualità di Rappresentante eletto dei ricercatori, e lo è nuovamente diventata dal novembre 2011 come Direttore della Scuola di Dottorato.
1) Che donna è nella vita quotidiana e quali sono le difficoltà che, in quanto donna, si trova ad affrontare?
Sono una donna normale, che condivide le stesse difficoltà di moltissime donne che debbono conciliare la propria vita privata con il lavoro: essere multitasking, saper organizzare le proprie giornate ed i propri week-end con grande efficienza e con spirito creativo! Ma ho certamente una grande fortuna: quella di svolgere un’attività lavorativa coinvolgente e appagante, che coniuga due tra le mie più grandi passioni: la ricerca e l’insegnamento. Certamente rivestire il ruolo di Prorettore di una Università tecnica è una grande sfida per una donna, ma la porto avanti con il sostegno sincero dei colleghi e una straordinaria complicità e collaborazione da parte delle colleghe.
2) Torino Donna ha come obiettivo quello di far sì che lo sport universitario sia in prima linea al fine di comunicare i propri valori formativi, strumento di prevenzione e salvaguardia della salute dell’individuo e soprattutto di sensibilizzare l’opinione pubblica, come veicolo di cultura a sostegno dell’eliminazione della violenza di genere. Cosa ne pensa di questo evento?
Il compito di una Università è quello di formare le nuove generazioni, non solo accompagnandole nel percorso di acquisizione delle dovute competenze professionali, ma anche favorendo la crescita dei nostri studenti e delle nostre studentesse come individui, come cittadini, come persone impegnate nel mondo della cultura e del sociale. “Torino Donna” è una iniziativa, direi quasi un “movimento”, che accomuna moltissimi messaggi formativi ed educativi: la valorizzazione delle donne e del loro ruolo nella Società; il benessere e la prevenzione delle malattie attraverso una adeguata attività fisica; i valori sani dello sport e della competizione che invitano a migliorarsi, a crescere insieme, fianco a fianco. Ultima, ma non meno importante, è la promozione della grande valenza della ricerca e della formazione scientifica per garantire cure sempre più efficaci, in particolar modo contro i tumori, e una qualità della vita migliore. Con tutti questi splendidi obiettivi, come è possibile non condividere convintamente il progetto “Torino Donna”?!
3) Lo sport come veicolo di cultura e formazione. Quale attività sportiva predilige?
Ho sempre amato l’escursionismo in montagna e ancora oggi faccio lunghe passeggiate, soprattutto per osservare gli animali nel loro ambiente naturale o per condividere con il mio cane l’ascolto attento dei rumori della natura, così affascinanti e rilassanti. Appena possibile, terminato questo mio lungo impegno istituzionale come Prorettore, intendo riprendere a fare sci di fondo, anche in questo caso per aggirarmi in luoghi incontaminati e, in silenzio, con grande rispetto, spiare la bellezza della Natura.
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