Raffaella Masciadri, capitana della Nazionale Italiana di basket, 35 anni di Como. 12 scudetti, 7 Coppa Italia, 6 Supercoppa italiane, 1 EuroCup.
1) Che tipo di donna è Raffaella?
Interpreto lo sport in maniera del tutto differente dalla mia vita privata. In campo sono aggressiva, sostengo le mie compagne e ci metto tutta la grinta di cui dispongo. Nella vita quotidiana, invece, ho un carattere decisamente più riservato. Devo ammettere che mi piacerebbe essere come se fossi in partita.
2) Cosa vuol dire essere donna nello sport?
Nella mia carriera sportiva non ho mai subito discriminazioni di genere. Rivesto un ruolo molto importante e cerco di condurlo al meglio delle mie possibilità. Le donne in Italia sono considerate in maniera minore rispetto agli uomini, è vero, ma negli Stati Uniti è completamente diverso: noi, donne che pratichiamo basket da professioniste, siamo considerate alla stregua dei calciatori qui in Italia, c’è molto interesse, stima e notorietà.
3) Perché “scegliere di non mancare”?
Il mio ruolo è quello di capitana. Sono sempre al fianco di chi lotta e combatte, come nello sport così nella vita quotidiana. Stare accanto ad una persona in difficoltà, che si tratti di una malattia o di un infortunio, è il più grande insegnamento che mi hanno trasmesso i miei genitori. Ritengo inoltre indispensabile conoscere e appoggiare la ricerca universitaria contro il cancro e penso sia doveroso sostenere al meglio tutti coloro che stanno affrontando queste difficoltà.
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