Licia_MattioliIntervista a Licia Mattioli, Presidente Unione Industriale Torino . Avvocato per formazione, imprenditrice per vocazione, è nata a Napoli, sposata, madre di due figli. Nel dicembre 1995 acquisisce l’antica Ditta Marchisio (che vanta lo storico punzone 1TO); con entusiasmo e caparbietà sviluppa l’azienda e stringe accordi di partnership con grandi maison internazionali. Nel 2013 crea la Mattioli spa, che fornisce le più importanti griffe mondiali della gioielleria, continuando a realizzare prodotti con il proprio marchio. Con la novità del pret-à-porter di alta gamma, arriva ad esportare il 90% del fatturato, soprattutto in negli Usa e in Giappone. In ambito associativo nel 2011 è eletta Presidente di Federorafi come prima donna nella storia dell’associazione; nell’autunno del 2011 fonda Exclusive Brands Torino, la prima rete d’imprese italiana che riunisce i brand dell’alto di gamma “made in Torino”. Dal settembre 2012 è Presidente dell’Unione Industriale di Torino, 2400 imprese piccole, medie e grandi, con circa 150.000 addetti e 22 settori associati. Il 28 maggio 2014 diventa Vice Presidente di Confindustria alla guida del Comitato tecnico per l’internazionalizzazione e gli investitori esteri di Confindustria.

1) Che donna è nella vita quotidiana e quali sono le difficoltà che, in quanto donna, si trova ad affrontare?
Quelle che affrontiamo tutte, legate alla gestione della quotidianità, solo rese più complesse e frenetiche dalla intensità del mio impegno lavorativo, che mi porta spesso anche a viaggiare all’estero. A queste difficoltà rispondo con un’organizzazione meticolosa e con l’ausilio di collaboratori fidati e competenti. Inoltre tendo a responsabilizzare gli altri e a delegare quanto possibile. Detto questo, la mia vita è piena e ciò mi consente di apprezzare molto i momenti di vita familiare, di relax, insieme a mio marito ed ai miei due figli con i quali ho un ottimo rapporto. Cerco, in tutti gli ambienti che frequento, di portare il mio entusiasmo, di essere propositiva e, soprattutto, di consentire agli altri di valorizzare il loro ruolo.

2) Torino Donna ha come obiettivo quello di far sì che lo sport universitario sia in prima linea al fine di comunicare i propri valori formativi, strumento di prevenzione e salvaguardia della salute dell’individuo e soprattutto di sensibilizzare l’opinione pubblica, come veicolo di cultura a sostegno dell’eliminazione della violenza di genere. Cosa ne pensa di questo evento?
Quella di Torino Donna è una bella iniziativa che sottoscrivo con entusiasmo perche è giusto insistere sul tema della parità di genere, che ancora non è una realtà consolidata in molti aspetti cruciali della nostra vita civile e sociale. Ed è giusto perseverare proprio a partire dai temi più sensibili, come la salute, la sicurezza e la libertà. E’ un problema culturale , rispetto al quale c’è ancora molta strada da percorrere per arrivare ad una situazione di effettiva parità, rispettosa delle differenze. Purtroppo sono ancora molte le notizie di cronaca che descrivono situazioni di violenza, di sottomissione di manipolazione a scapito delle donne. Dobbiamo crescere, anche in auto stima, e costruire una società migliore, più paritaria, nella quale le donne abbiano più spazio e più sicurezza.

3) Lo sport come veicolo di cultura e formazione. Quale attività sportiva predilige?
Lo sport, in particolare l’agonismo, è senza dubbio un esercizio molto formativo non solo per la forza di volontà ma soprattutto per i valori di lealtà e di integrità che esso trasmette. È una palestra di vita molto utile, soprattutto per i ragazzi, affinché acquisiscano un carattere competitivo ma rispettoso delle regole. Purtroppo non dedico molto tempo allo sport, ma ne ho praticati tanti nella mia vita e mi riprometto prima o poi di riuscire a riprenderne qualcuno……

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